Così vela e canottaggio guardano a Tokio 2020

Conviviale del Panathlon International Club di Palermo, Palace Hotel di Mondello (Pa) 14 gennaio 2020: “2020 anno olimpico. Direttori tecnici a confronto”.

Le prospettive delle nazionali azzurre di vela e canottaggio in vista di Tokio 2020 è stato il tema conduttore della conviviale di gennaio del Panathlon club di Palermo. Un evento presso il Palace Hotel di Mondello che ha aperto le attività della nuova stagione del club in concomitanza anche con il cambio di presidenza. Da Gabriele Guccione ad Andrea Vitale. Ospiti illustri i direttori tecnici delle nazionali di vela, Michele Marchesini e di canottaggio Franco Cattaneo che il club palermitano ha ringraziato per la loro presenza giusto in un momento delicato e rivolto con il massimo impegno alla preparazione olimpica.

“Siamo particolarmente soddisfatti – ha spiegato Michele Marchesini dt della Federvela – per avere intanto qualificato l’Italia in sei sulle dieci classi che gareggeranno a Tokio. Per regolamento la qualificazione riguarda la nazione. Poi saranno le singole federazioni a scegliere gli equipaggi. Anche se sarà molto arduo contiamo nelle prossime “preolimpiche” di aprile con la prova di Coppa del Mondo a Genova di allargare la presenza azzurra tentando di qualificare altre classi. Oggi a sette mesi dai Giochi possiamo andare fieri dei risultati importanti ottenuti in particolare dai nostri velisti nella classe Nacra, il catamarano misto e nella tavola Rs:x sia al maschile che al femminile. Ma anche in altri settori potremo dire la nostra. Parlare di aspirazioni di medaglia è molto prematuro. In regata può accadere di tutto e incidono tante componenti”.

“Anche la vela si evolve – ha aggiunto Marchesini – si punta alla spettacolarità e a dare maggiore visibilità a questo sport.  Nuove barche veloci, introduzioni di tecnologie anche esasperate, i foil che cambiano la tecnica e la conduzione del mezzo. Ma soprattutto l’esplosione della preparazione fisica di ogni atleta. Se non si è atleti veri non si va da nessuna parte. E il lavoro sul fisico ha assunto una parte preponderante negli allenamenti”.

Marchesini ha voluto evidenziare in chiave palermitana il lavoro di due tecnici dello staff federale, Gabriele Bruni e Riccardo Belli, rispettivamente responsabili dei settori Nacra e delle tavole al maschile. Alla serata presente anche Armando Udine, tecnico delle tavole al Roggero di Lauria.

La parola è passata poi a Franco Cattaneo direttore tecnico della Federcanottaggio. Da buon campano e quindi superstizioso al massimo, l’allenatore federale non ha voluto fare previsioni. “Non portano bene – ha subito premesso – però simo orgogliosi di essere la seconda nazione al mondo per numero di equipaggi qualificati. Ne abbiamo già nove, cinque maschili e ben quattro femminili. Non disperiamo ma dobbiamo puntare nelle prossime prove ad aumentare la presenza azzurra. Ho lasciato per un giorno il centro federale di Sabaudia dove gli azzurri si stanno sottoponendo ad un durissimo lavoro. Sei ore al giorno di allenamenti, tre ore al mattino e tre al pomeriggio. Oggi raccogliamo tutto quello fatto negli ultimi anni. Abbiamo acquisito prestigio ed immagine. Da nazione quasi cenerentola ad uno squadrone leader. In tanti ci studiano e apprezzano il nostro metodo e l’impegno profuso meritandoci il rispetto dei più forti al mondo. A maggio avremo la possibilità di tentare la qualificazione in particolare di tre equipaggi tradizionali, l’otto, il doppio e il quattro senza femminile. Ripeto che per scaramanzia non parlerò di pronostici. Ma va detto che se oggi l’Italia ha una immagine vincente nel mondo del canottaggio, questo si deve allo sforzo della federazione, ma soprattutto al grande lavoro di base che fanno i tecnici nelle loro società”.

Poi un accenno e un plauso a tre figure tecniche di palermitani in seno allo staff federale, Benedetto Vitale, Marco Costantini e Daniele Zangla.

 

(nella foto: Andrea Vitale, Franco Cattaneo, Michele Marchesini e Gabriele Guccione Alù)

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